lunedì, Febbraio 26 2024

Nell’ottobre di cinquant’anni fa, alla tenera età di sei anni uno sparuto gruppo di 42 bimbetti fu inserito dai loro genitori – all’avanguardia o incoscienti varia dai punti di vista – in una classe prima della scuola Statale Montessori, all’epoca metodo sperimentale, di Villa Paganini, a Roma. Grazie all’entusiasmo e all’ammirevole tenacia di alcuni di loro – complice un malsano tifo per la Maggica – il connubio non s è mai interrotto e si continua a rimanere in contatto e a frequentarsi, con una certa assiduità. Io sono uno di loro, della mitica classe della Montessori capitanata dalle maestre Carmela Albarano e Francesca Mugoni.

Desidero cogliere l’occasione di questo scatto, realizzato durante il nostro più recente incontro, per abbozzare un bilancio e raccontare un pochino come ci si sente a frequentare amici, i maschietti oramai anziani, le femminucce sempre nel fiore degli anni e graziose come allora, con cui si è cresciuti, si sono condivisi i primi anni di vita e gran parte delle scoperte che poi ci hanno fatto diventare quelli che siamo ora.

Più o meno unanimemente notiamo che il metodo Montessori ci ha aiutato a crescere con un’apertura mentale piuttosto rara, aiutandoci a prendere il buono di ciascuno e lasciando in un angolo, in ombra, le ombre, che indubbiamente riconosciamo ma che non permettiamo che costituiscano un ostacolo alla nostra amicizia.

Siamo diventati creativi, medici, avvocati, dipendenti dello Stato, operatori della comunicazione e dello spettacolo. Siamo gente a cui piace costruire storie, e a cui queste storie piace viverle. Senza pregiudizi. Talora un po’ troppo goliardici, ma sempre legati da un’affettuosa, franca amicizia.

Ci incontriamo ci raccontiamo le nostre avventure – e disavventure – e tra un’amatriciana e un bicchiere di vino torniamo quelli che eravamo tanti anni fa, certi di poter condividere anche le nostre fragilità agli amichetti di sempre.

In questo scatto siamo a casa di Alessandro Passadore, ospite garbato e disponibile, con la pasta che bolle, mentre aspettiamo l’arrivo di un “giovane” come noi che a mezzanotte compirà 56 anni e noi, a sorpresa, lo festeggeremo.

Quando ho visto l’atmosfera creata dal vapore della pentola e dalla luce meravigliosa del piano cottura non ho potuto fare a meno di prendere la macchinetta e cominciare a scattare. Ho cominciato facendo qualche foto ai due Alessandro, Suriani e Passadore, mentre sfornellavano. In men che non si dica però si è composto questo splendido gruppetto. Cito rapidamente i presenti, partendo da sinistra: Giulio Tognazzi, Lorenzo Senise, Paola Cereda, Elio Mazzacane, Francesco Romagnino, Paolo Oberto, Cristiana Giovannini, Alessandro Passadore, Luca Vulterini, Alessandro Suriani, Patrizia Gargari, Daniele Negri e ovviamente io, dall’altra parte dell’obiettivo.

Avendo l’85mm ho dovuto indietreggiare parecchio per poter far entrare tutto il gruppo nell’immagine, del resto non potevo proprio cambiare ottica, perché temevo di perdere la magia del momento.

Un po’ di post per accentuare la tridimensionalità, evidenziare il fumo ed equilibrare la luminosità dei volti ha completato l’operazione.

Direi abbastanza soddisfacente … tu che ne pensi? Scrivilo nei commenti!

Impostazioni di scatto:

  • Camera: Canon EOS R6
  • Impostazioni: 1/125 sec a f/3.2 ISO 1600
  • Obiettivo: Canon EF 85mm f/1.2L II USM 
  • Data di scatto: 31 gennaio 2023 ore 22.32
  • Foto di Gian Luca Pallai
Previous

La politica cattiva, la cattiva politica e l’effetto specchio

Next

Altaroma

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Check Also