domenica, Ottobre 2 2022

Secondo i dati ISTAT la soddisfazione per la propria vita degli anziani è aumentata nell’ultimo ventennio di circa il 5%, tuttavia va considerato anche il rovescio della medaglia, infatti dopo i 65 anni intorno al 13% delle
persone presenta sintomi depressivi. Con lo sviluppo socioeconomico sempre più donne sono entrate nel
mondo del lavoro, a loro era affidato il compito di badare alla casa e di prendersi cura delle persone più deboli (bambini e anziani),
ma con la crescita del ruolo della donna all’interno della società c’è stato un abbandono delle persone anziane. A questa situazione già drammatica si è aggiunta la pandemia da covid-19 che ha aggravato ulteriormente la
loro condizione.

A seguito dell’abbandono da parte dei familiari gli anziani si sono ritrovati da soli e a seguito della morte del partner le condizioni di salute del vedovo peggiorano in modo drastico.

Per affrontare questa tematica ho deciso di analizzare da vicino la situazione di alcuni di loro con cui ho trascorso parecchio tempo per capire meglio le loro condizioni sia sociali che di salute.

Uberto

Un uomo di 86 anni di Roma, cresciuto in una famiglia molto numerosa. Nel periodo della seconda guerra mondiale ha vissuto in un piccolo appartamento a stazione ostiense insieme ai suoi cugini a causa della condizione disagiata della propria famiglia.

La sua istruzione è rimasta alla 3° media, tuttavia ha sempre alimentato la propria mente attraverso dei cruciverba e il bricolage, la maggior parte dei mobili che ha in casa è stata fatta da lui. Di tre fratelli è l’ultimo rimasto in vita. La morte del fratello minore, avvenuta a fine 2020 a causa di un infarto, ha lasciato un segno indelebile nella sua vita, infatti ha passato con lui ha passato la maggior parte del suo tempo: da quando è pensionato il fratello era colui che lo manteneva attivo durante il giorno. Da quel momento ha mostrato segni di depressione e la sua vita è stata pervasa da un senso di vuoto, le sue giornate sono dominate da momenti di assoluta tristezza e altri caratterizzati da una gioia quasi infantile, con la continua ricerca dei ricordi di un’infanzia gioiosa. Dopo la morte del fratello le sue uniche ragioni di vita sono sua moglie, Italia, che ama alla follia e i suoi nipoti che a causa degli impegni lo stanno perdendo di vista. Le suo routine sono scandite da un rigidissimo regime medico, infatti a causa delle sue molteplici malattie è obbligato a usufruire ogni giorno di enormi quantità di farmaci in diversi orari, che lo obbligano ad una routine rigida e particolare.

L’oggetto più rappresentativo di Uberto sono le sue scarpe, le stesse da una vita, ma che tiene come se fossero appena comprate, vecchie, ma che faranno ancora molti passi prima di rimanere abbandonate in un armadio; rappresentano la sua origine modesta e la sua continua voglia di ricordare il passato e la sua voglia di fare: inesauribile fin da quando era bambino. 

DETTAGLI DELLO SCATTO:

  • Camera: Canon EOS R6
  • Impostazioni: 1/125 sec a f/2.8 ISO 5000
  • Obiettivo: Canon EF 24-70mm f/2.8L II USM a 24 mm
  • Data di scatto: 17 agosto 2021 ore 17:05

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