giovedì, Luglio 29 2021

Ebbene sì, lo confesso, sono anche Ufficiale di Gara FIN!

E quando sei COMPUTERISTA ci sono delle volte che non ti puoi proprio muovere dal tavolo della Segreteria perché tutta la gara dipende dalla tua immissione dei voti!

Siamo al Centro di preparazione olimpica Giulio Onesti di Roma. Le piscine del Foro Italico, quelle bellissime del monumentale stadio del Nuoto, infatti non possono essere utilizzate per una parte di questa gara perché al coperto non hanno la Piattaforma, o meglio, la piattaforma che c’è non è utilizzabile per le competizioni.

Ora, la piscina per tuffi del centro Onesti è una piscina progettata per l’allenamento. L’organizzazione dello spazio non prevede che ci siano tavoli e men che mai gare. Tutto è spartano, essenziale per consentire i movimenti ad atleti e allenatori.

Il tavolo della Segreteria è abbarbicato da un lato e tutti gli ufficiali di gara sono assembrati in uno spazio piccolo e scomodo, ma, come si dice “show must go on” e noi ci troviamo praticamente sul bordo della piscina a inserire i voti ed elaborare le classifiche.

In effetti il compito della segreteria in una gara spesso è considerato poco, tuttavia è proprio la segreteria che rende possibile lo svolgersi della manifestazione, tenendo conto dei punteggi assegnati ed elaborando ordini di salto, classifiche e curando ogni fase della manifestazione. Anche tra gli ufficiali di gara a volte sembra che i giudici di sedia, quelli che attribuiscono i punteggi agli atleti, siano considerati in modo differente e preminente rispetto ai giudici di segreteria, nei contesti in cui questo non si verifica si crea un Gruppo Ufficiali di Gara (GUG) davvero degno di questo nome! Nel caso del Lazio, il GUG a cui mi pregio di appartenere, la situazione è fantastica, grazie soprattutto alla delicatezza, alla capacità di relazione e di aggregazione e alla competenza del mitico Valerio Polazzo, peraltro miglior giudice di Tuffi della XXXI Olimpiade, cioè migliore dei migliori del mondo.

Dunque, durante la gara tengo vicina la mia inseparabile Canon EOS 6D, montando il 70-200. Voglio metterla alla prova in una situazione difficile, con luce scarsa e tempi veloci. Eseguo qualche scatto, cercando soprattutto di concentrarmi sull’ingresso in acqua. Infatti quell’istante congela qualcosa di incredibile, lo sguardo, la linea del corpo, la direzione degli schizzi, tutto assume un effetto davvero dinamico e attraente. Alzo quindi gli ISO e riduco i tempi per cercare di congelare il movimento. E qualcosa di buono viene fuori!

In questa foto, a mio avviso la migliore della giornata, la tuffatrice ha una linea molto bella, è tesa in vista dell’ingresso in acqua, con lo sguardo valuta la posizione e la distanza del liquido per prepararsi all’immersione, le mani sono pronte e unite per spezzare la tensione superficiale. Inoltre i colori sono molto armoniosi perché il colore della pelle spicca bene sul nero del costume e sul nero e grigio del muro. Un bel ricordo di una delle ultime gare prima della grande emergenza COVID-19.

Dettagli dello scatto:

  • Camera: Canon EOS 6D
  • Impostazioni: 1/4000 sec a f/5,6 ISO 1000
  • Obiettivo: Canon EF 70-200mm f/4L USM a 200mm
  • Data di scatto: 26 gennaio 2020 ore 10.51
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